
Ci sono corsi e ricorsi storici che ci accompagnano nonostante l'avanzare inesorabile del tempo. Ciò significa che, guardandosi indietro anche addirittura di millenni è possibile scoprire segreti, tesori e saggezza che ancora oggi accompagnano la nostra quotidianità. Uno di questi tesori è proprio l'antica ARS ORATORIA.
Come gli Antichi Greci e Romani gestivano l’ansia da prestazione è una lezione senza tempo. Immaginate di trovarvi in un'arena greca o in un foro romano. Il pubblico rumoreggia, l'attesa cresce, e tutti gli occhi sono puntati su di voi. Forse siete un atleta che sta per gareggiare ai Giochi Olimpici, un oratore pronto a difendere un caso importante o un generale alla vigilia di una battaglia cruciale. In quei momenti, l'ansia da prestazione è palpabile, ma sorprendentemente, gli antichi avevano sviluppato strategie per gestirla che risuonano ancora oggi. Scopriamo come queste pratiche, che uniscono filosofia, ritualità e comunità, possono insegnarci a vivere con più equilibrio e consapevolezza.
In questo articolo ripercorreremo come e quanto gli Antichi avessero appreso l'importanza sociale fondamentale dell'oratoria che, ad oggi, potremmo tradurre come: la competenza comunicativa.
Un Viaggio nel Mondo della Filosofia: La Serenità Stoica
Uno dei doni più grandi degli antichi Greci e Romani è la filosofia, una guida pratica per affrontare le sfide della vita. Il filosofo stoico Epitteto, vissuto nel I secolo d.C., ci invita a concentrarci su ciò che è sotto il nostro controllo, lasciando andare tutto il resto. Le sue parole risuonano: “Non sono le cose a disturbare gli uomini, ma le opinioni che essi hanno delle cose”.
Immaginate un atleta greco, in procinto di competere. La sua preparazione fisica è perfetta, ma come gestire i dubbi? Seguendo i principi stoici, si concentrerebbe su ciò che può controllare: l’allenamento, la concentrazione e la tecnica. Il risultato è nelle mani del destino, ma il suo impegno è già una vittoria.
Anche Marco Aurelio, imperatore e filosofo romano, nelle sue Meditazioni, ci ricorda che l’unica vera paura è quella di perdere il controllo della propria mente. Leggendo le sue riflessioni, è facile immaginare un condottiero romano che, nel mezzo di una battaglia, respira profondamente e focalizza la mente sulla strategia invece che sul caos che lo circonda.
Gli antichi capivano che la preparazione era la chiave per domare l’ansia. Nei ginnasi greci, gli atleti non solo si allenavano fisicamente, ma praticavano anche esercizi mentali per migliorare la concentrazione. L’idea era chiara: un corpo allenato e una mente disciplinata creano una combinazione invincibile.
In modo simile, gli oratori romani come Cicerone ripetevano i loro discorsi davanti a mentori o amici fidati, accettando critiche e migliorando ogni volta. “L’allenamento è tutto”, avrebbe detto. Questa pratica di ripetizione e affinamento riduceva drasticamente l'ansia da prestazione, trasformandola in sicurezza.
Cosa ci portiamo a casa da questi brevi estratti? Che un bravo Oratore e una brava Oratrice innanzitutto devono prendersi cura di tutta quella fase che con il discorso, la presentazione, non ha niente a che fare: la preparazione mentale.

Comunità e Supporto: La Forza del Gruppo
Se abbiamo la possibilità di essere li, di fronte a delle persone che ascoltano quello che dobbiamo dire la spiegazione è soltanto una: abbiamo raggiunto un importante traguardo. Significa che per qualcuno la nostra voce conta particolarmente e le nostre idee possono essere fonte di stimolo per altri. Ricordiamolo sempre, quando comunichiamo in pubblico non siamo mai soli.
Qui gli Antichi ci vengono incontro ricordandoci l'importanza del sostegno della comunità. Nelle polis greche, il concetto di areté (eccellenza) non era solo individuale, ma anche collettivo. Gli atleti che partecipavano ai giochi rappresentavano la loro città-stato e sentivano la forza di un intero popolo alle loro spalle.
Allo stesso modo, i soldati romani sviluppavano un forte senso di solidarietà all’interno delle loro legioni. Sapere di poter contare sui propri compagni riduceva l’ansia personale e accresceva il coraggio collettivo. La frase “Uniti vinceremo” non era solo uno slogan, ma una verità vissuta quotidianamente.
La Catarsi del Teatro: Esplorare le Emozioni
I Greci avevano un approccio unico per affrontare le emozioni complesse come la paura e l’ansia: il teatro. Le tragedie, in particolare, offrivano al pubblico una sorta di catarsi, un’opportunità per confrontarsi con le proprie paure attraverso i protagonisti sul palco.
Pensiamo a Edipo Re di Sofocle o alle opere di Euripide. Gli spettatori vivevano indirettamente le tragedie dei personaggi, imparando a gestire le proprie emozioni e a trovare un senso nelle avversità. Questa esperienza collettiva li aiutava a rielaborare le loro paure in modo costruttivo.

Lezioni per il Presente
Come possiamo applicare oggi queste pratiche millenarie?
- Abbracciare la filosofia: Concentrarsi su ciò che possiamo controllare, come suggerisce lo stoicismo, è una pratica che possiamo integrare facilmente nelle nostre vite. Prima di un esame, una presentazione o una sfida lavorativa, ricordiamoci che l’impegno è sotto il nostro controllo, non il risultato.
- Creare rituali personali: Anche se non offriamo sacrifici agli dei, possiamo creare rituali che ci calmino e ci diano forza. Ad esempio, una routine mattutina che include meditazione o journaling può avere un effetto simile.
- Investire nella preparazione: L’addestramento mentale e fisico è ancora oggi la chiave del successo. Che si tratti di provare un discorso o di allenarsi per una competizione, la pratica costante è insostituibile.
- Coltivare il supporto della comunità: Circondarsi di persone che ci sostengono e credono in noi può fare una grande differenza.
- Trovare ispirazione nelle storie: Le tragedie greche o le storie di eroi romani ci ricordano che il fallimento è parte del viaggio e che ogni sfida è un’opportunità per crescere.
In conclusione: Una Saggezza Senza Tempo
Gli antichi Greci e Romani ci insegnano quanto oggi più che mai, in un mondo governato sempre più dalla comunicazione veloce scritta, la differenza la farà il nostro modo di relazionarci. La scelta delle parole giuste, del modo coerente col contesto, l’intelligenza emotiva; sono questi il reale valore aggiunto del nuovo mondo che verrà.

Applichiamo insieme principi e saggezza millenari?
La competenza comunicativa come storia da cui apprendere.