Questioni di prossemica.

Mai provato quella sensazione di disagio dovuta alla troppa vicinanza di qualcuno? 

Viceversa, mai provato una sensazione di disagio per la poca vicinanza rispetto a qualcuno?

Come hai reagito al distanziamento sociale provocato dalla pandemia in corso?

Essere comunicatori competenti significa anche tenere costantemente a mente dei fattori che possono incidere in maniera determinante nelle relazioni che viviamo quotidianamente.

Da febbraio 2020 ad oggi, in quasi tutti i Paesi occidentali il concetto di vicinanza è stato totalmente stravolto dalla pandemia di COVID-19. Non si è più fatta distinzione tra culture di contatto e non; il messaggio era chiaro: distanziamento sociale (1 metro o anche più).

Come incidono vicinanze e distanze nelle relazioni?

In questo articolo si discuterà della gestione delle distanze e delle conseguenze relazionali che questa comporta.

Nel 1966 Edward T. Hall scrisse il libro “The Hidden Dimension” in cui descrisse come spazio e ambiente fisico venissero interpretati in modo differente a livello culturale. L’utilizzo dello spazio, conosciuto anche con il nome di prossemica, costituisce uno dei pilastri della competenza comunicativa, in particolare della comunicazione non-verbale

Riuscire a leggere ed interpretare correttamente i messaggi che le persone comunicano riguardo al proprio comfort o al proprio disagio dato dalla vicinanza, può fare la differenza nelle relazioni.

Lo studio condotto da Hall distinse quattro distanze che coincidono a determinate ‘zone’ in comunicazione:

 

1.     Zona intima (0-45 cm): zona che spesso indica un contatto stretto tra gli interlocutori (toccare, sussurrare, abbracciare).

2.    Zona personale (45-120 cm): corrisponde alla distanza in cui può avvenire una stretta di mano o comunque un contatto con la persona. Solitamente avviene tra persone in rapporto di intimità (amici o familiari).

Lo studio condotto da Hall distinse quattro distanze che coincidono a determinate ‘zone’ in comunicazione:

 

 3.    Zona sociale (120-350 cm): un collega, persone conoscenti; questa distanza viene utilizzata con persone che si conoscono o che si sono appena conosciute. È la distanza che stiamo utilizzando oggigiorno a causa della pandemia.

4.    Zona pubblica (più di 350 cm): la troviamo spesso quando ci troviamo a comunicare in pubblico, o ad una presentazione al lavoro.
 

In aggiunta alla distinzione in zone:

Hall classificò due categorie principali di culture: di contatto e senza contatto. La distinzione è basata sulla maggiore propensione al contatto fisico durante l’interazione comunicativa connesso alla volontà di stabilire e mantenere la relazione interpersonale.

Esempi di culture classificate “di contatto” includono le culture italiane, francesi, arabe, latino-americane e del Medio Oriente.

Le culture di “non contatto”, ovvero dove il contatto fisico avviene più comunemente tra parenti e amicizie intime, includono la cultura nord-americana, norvegese, giapponese e molte culture asiatiche.

The Lewis Model

Recentemente, Richard Lewis ha ampliato gli studi teorizzando “Il Lewis Model” per la categorizzazione delle culture.

Il modello di Lewis delinea tre categorie: una di contatto e due di non-contatto.

 

Le basi di partenza

Ricevere feedback è essenziale per migliorare la propria capacità di comunicare. Prendendo spunto dalla distinzione in categorie di Hall, Lewis ha teorizzato un modello basato sulle caratteristiche di comunicazione verbale e di comunicazione non-verbale. 

Le categorie distinte sono risultate le seguenti:

Multi-attivo

Rappresenta le culture di contatto, dove le  sono calde e impulsive. Chi comunica tende a mostrare entusiasmo ed esprimere le emozioni in modo acceso raccontando storie personali ed emotive. L’entusiasmo è talmente evidente che può esserci l’abitudine di interrompere la conversazione in corso. Esempi di queste culture sono quelle del Brasile, Italia, Spagna, del Messico e della Grecia.

Attivo-lineare

È il primo esempio di culture senza contatto e si contraddistingue per la particolare attenzione alla parte logica e ‘più fredda’ delle azioni delle persone. Gli appartenenti a questa categoria tendono ad essere così diretti che spesso vengono percepiti come impazienti o scontrosi. Sono racchiuse culture come quelle nord-Americane, del nord-Europa, Germania, Slovenia. 

Reattiva

È il secondo esempio di culture senza contatto. Le persone che rientrano in questa categoria sono per lo più calme e non tendono ad un comportamento aggressivo o invadente. Prediliscono il decoro e la diplomazia all’emotività nel vivere le relazioni quotidiane. Sanno essere ascoltatori pazienti e hanno una comunicazione non-verbale piuttosto neutra. In questa categoria sono incluse ad esempio le culture del Vietnam, Cina e Giappone.